Dopo anni di rinvii, con il Decreto Legge 14 dicembre 2018, nr. 135 (cd. Decreto Semplificazioni) si metteva di fatto una pietra tombale sul “disastro” SISTRI, mai entrato davvero in funzione, e si ponevano le basi per la nascita di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Da allora sono passati quattro anni e mezzo prima di poter vedere decollare il nuovo RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei RIfiuti) in sostituzione del “cugino” oramai dismesso.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. 4 aprile 2023, n. 59 − Regolamento recante: «Disciplina del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti ai sensi dell’articolo 188-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”, parte ora la nuova era della tracciabilità che raccoglie la pesante eredità precedente, anche se dal punto di vista operativo nulla si muoverà ancora per diverso tempo, poiché le prime iscrizioni al registro, per via di un “generoso” regime transitorio, sono previste a 18 mesi dall’entrata in vigore del Decreto e quindi non prima del dicembre 2024!

Il nuovo registro, gestito direttamente dal Ministero dell’ambiente, promette di essere molto più snello ed efficace con l’obiettivo dichiarato (lo stesso del 2009 per il SISTRI) di passare una volta per tutte dalla carta al digitale!

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